Pierandrea Casati

Attenzioni preziose

Pagina su Juliet N°57    1992

In questo ultimo periodo sta prendendo forma il progetto più radicale di Alessandro Traina. Si può quasi dire che l’artista si conceda il lusso di portare avanti un filone principale nella sua opera salvo poi mostrarne le zone d’ombra articolando con altrettanta sicurezza pause efficaci e spiazzanti intervalli. Attenzioni preziose è un’incursione coraggiosa sul terreno dell’inutilità, della marginalità assoluta. E’ proprio questa assolutezza, lo scarto d’artista come assoluto protagonista, a decretarne l’importanza.

Grandi ceste di rete metallica raccolgono fino al limite della capienza carte appallottolate; un monitor televisivo ripete instancabilmente il gesto dell’eliminare, del rendere inservibile; scandisce uno scartare che è paradossalmente approvazione del piacere materico della carta, della sua fisicità plastica ed acustica. Dominio dell’artista sulla materia e nel contempo inalienabile e morboso legame.

Discreto ma presente, uno spesso cavo d’acciaio unisce tutti i contenitori, i recipienti delle esperienze di eliminazione: alla fine tutto si tiene, anche nel passaggio, nel travaso.

Voler conservare tutto significa concedere memoria e fisicità ad ogni istante che passa e ben lo sa Traina, scultore dello scarto del tempo; di quel lasso di tempo che nella sua irrilevanza è il più esatto metronomo dell’esistenza.

In this last period the more radical Alessandro Traina’s project is taking shape. You can almost say that the artist will grant you the luxury to pursue a main strand in his work but then show its shadows articulating just as safe and effective pauses unsettling intervals.  Attenzioni Preziose is valuable courageous raid on the ground futility,  absolute margins. It ‘s just this absoluteness, the standard deviation of the artist as a protagonist, to decree its importance.

Large mesh baskets collect up to the limit of the capacity of crumpled papers; a television monitor tirelessly repeats the gesture of throwing away, of making it unusable; marks one discard that is paradoxically approval of pleasure material of paper,  plastic and its physical acoustics. Domain of the artist on the matter and at the same inalienable and link morbid.  Discreet but present, a thick steel cable combines all the containers, the containers of the experiences of elimination:  in the end he takes all, even in passing, in the racking.

Wanting to preserve everything means giving memory and physicality in every moment that passes, well knows Traina, sculptor of the difference of the time;  of that time that in his irrelevancy is the most accurate metronome of the existence.